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LA POLITICA DICE NO AI TAGLI!

 

Da ormai troppo tempo i nostri politici ci chiedono sacrifici e noi italiani abbiamo risposto fin troppo bene fino ad oggi. Con l’arrivo di Monti ci si aspettava davvero una svolta, da parte di tutti: ed invece eccoci qua all’ennesima VERGOGNA. Ancora una volta i costi alla politica non cambiano. Gli onorevoli mantengono il loro stipendio, perché l’emendamento al decreto sviluppo che proponeva di ridurre gli stipendi dei parlamentari è inammissibile, risparmio che sarebbe servito per investimenti nelle opere di sviluppo e crescita. I parlamentari votano no, negando al Paese la possibilità di investire una quota sulla crescita e l’occupazione giovanile.  Mario Monti ha ridato al Paese quella credibilità internazionale persa da quando i politici si interessavano più alle serate anziché pensare alla proprio mansione, dirigendo l’Italia allo scatafascio. Ma questa volta l’ex Rettore della Bocconi non è riuscito a tagliare dei costi della politica immensamente esagerati, prima ci ha provato con la riduzione dei deputati e senatori, poi con la riduzione dei costi, fino ad oggi con il nuovo no. I sacrifici che si chiede ai pensionati, ai giovani precari, a tutti quei imprenditori che fanno i salti mortali per non far cessare la propria attività, per poi vedere la politica ultra pagata non fare un “minimo” sforzo per ridare davvero credibilità ad una classe ormai allo sbaraglio. In quale condizione arriviamo alle elezioni nel 2013? Al Bel Paese serve davvero un cambio epocale che ad oggi sembra lontano anni luce.

 
 
 

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