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Kodak denuncia Apple per violazione di brevetti

 

Che succede a Kodak? La società americana famosa per le sue pellicole sembra non avere più pace. Le voci di una richiesta di Chapter 11, il fallimento controllato, ormai si susseguono giornalmente e molti osservatori danno per scontato che l’azienda non può più continuare la propria attività ed è destinata al fallimento. Dal 2007 non chiude un anno con un utile e le attività tradizionali sono ormai fonte di perdite; eppure una possibilità potrebbe arrivare dalle nuove cause che Kodak ha presentato contro Apple e Htc per violazione di brevetti. Non è la prima volta che Kodak tenta la strada di valorizzare i numerosi brevetti che ha registrato negli anni nel campo delle immagini digitali e già tempo fa aveva denunciatola stessa Apple insieme a RIM, Motorola, Nokia, Samsung, LG, Sharp e Sony. Anche se le prime sentenze non erano state favorevoli, comunque il risultato era stato un accordo di licenza siglato con LG e Samsung: le due società si sono impegnate a pagare rispettivamente 414 e 550 milioni. Adesso la storia si ripete e Kodak potrebbe riuscire a ottenere in questo modo la liquidità necessaria per affrontare il momento difficile e realizzare una ristrutturazione delle sue attività. Nei confronti di Apple Kodak rivendica quattro brevetti relativi all’elaborazione di immagini digitali, che secondo l’accusa vengono tilizzati senza permesso nei nuovi tablet e smartphone di Cupertino: iPad 2, iPhone 3G, iPhone 3GS, iPhone 4, iPhone 4S e iPod touch: sono i brevetti 7210161, 7742082, 7453605 e il 7936391. HTC, invece, avrebbe utilizzato tecnologia proprietaria senza permesso sui suoi HTC EVO View 4G, Flyer, Jetstream, Vivid, Amaze 4G, Desire, Evo Design 4G, Hero S, Rezound, Rhyme, Sensation 4G e Wildfire S. Oltre ai brevetti contestati ad Apple si aggiunge anche il 6292218 relativo all’anteprima di un’immagine digitale appena scattata. Non è ovviamente certo che Kodak ottenga davvero qualcosa da queste cause, ma è interessante osservare il titolo e capire se è possibile – con grande cautela e assumendosi grossi rischi – approfittare di questo momento di confusione e magari fare un buon affare, come dicevamo anche qualche mese fa sempre a proposito di Kodak. In un anno il titolo è crollato da 5,5 dollari a 82 centesimi e solo ad aprile 2010 valeva 8 dollari. Ragionando sul brevissimo, però, vediamo che lunedì Kodak ha toccato il suo minimo a 38 centesimi per azione: chi è entrato a quel livello, in pieno panic selling, ha ottenuto in due giorni un capital gain superiore al 100%. Ovviamente il rischio è molto alto e il titolo, in caso di bancarotta, avrebbe potuto rischiare di essere tolto dal listino. Ma anche in caso di asta, a questi prezzi, non è detto che gli azionisti ci rimettano. Il valore intrinseco di Kodak rimane ancora molto alto e fra brevetti, impianti e altri asset il risultato di un asta fallimentare potrebbe comunque premiare chi decide di investire ora. Un rimbalzo di queste proporzioni è una delle occasioni da cogliere al volo, anche se – ricordiamolo sempre – cautela e consapevolezza dei rischi sono sempre d’obbligo.

VIA finanzablog.it

 
 
 

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