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Il 2011, lo Spread e il 2012: chi vivrà vedrà?

 

Lo spread è stato il principale antefatto finanziario del 2011. Solo un anno fa i Btp a dieci anni avevano un rendimento vicino al 4,90%, mentre solo un anno più tardi siamo arrivati ai 7 punti percentuali. Un grosso problema che non va assolutamente sottovalutato, poiché fare ulteriori (oltre alla Fase 2, annunciata dal Prof. Mario Monti) manovre correttive porterebbe al crollo dei consumi che darebbe l’accesso verso il tunnel del non ritorno. Le società capitalistiche hanno bisogno di grossi consumi per sopravvivere e se questo venisse a mancare, esse soffrirebbero a tal punto che il paese potrebbe perdere il passo con le grandi del momento. La recessione già prevista nel 2012, potrebbe essere addirittura peggiore se ai consumatori verranno tolti ulteriori risorse e la situazione economica dovesse peggiorare.  Il principale colpevole di questa crisi è sicuramente il disastro di Atene, che ha portato in Europa una sfiducia allucinante, contagiando i paesi meno solidi. Un ulteriore fatto che non favorisce il Bel Paese è la Bce, che ha diminuito l’acquisto dei nostri Btp. L’Italia ad oggi avrà bisogno di oltre 350 miliardi di euro nel 2012, e con questi rendimenti e con questa situazione economica alle porte il 2012 non sembra ben augurante, per noi, cittadini.

 
 
 

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